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Il sapone ai tempi dei Romani

I Romani e i Greci utilizzavano il sapone esclusivamente per il lavaggio degli indumenti, per la detenzione del corpo usavano invece ungersi con una pasta a base di olio d’oliva e creta, che veniva rimossa per azione meccanica per mezzo di striglia, strumenti metallici di forma ricurva. Varie opere d’arte documentano questa pratica, ne è un esempio la copia marmorea della tua bronzea di Lisippo (330 a.C.), l’Apoxyòmenos ovvero “colui che si deterge”.

Un’antica leggenda romana fa risalire il termina “sapone” alla pratica diffusa di sacrificare gli animali sulla cima del Monte Sappo: la pioggia portava a valle i resti animali e la cenere prodotta dalla combustione della legna, fino al Tevere, dove le donne usavano lavare i panni con questa mistura trovandola particolarmente sgrassante.

 

Dalla tesi di laurea di Marta Librino “Formulazione di saponi a diversa consistenza funzionalizzati con materie prime del territorio piemontese”